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Parere Cilap alla proposta della programmazione risorse addizionali destinate all’accoglienza dei migranti

Roma, 27/7/2017

DG Immigrazione

PON Inclusione – PON Legalità

Oggetto: parere Cilap alla proposta della programmazione risorse addizionali destinate all’accoglienza dei migranti (incontro del partenariato economico-sociale del 25 luglio 2017) . Come anticipato in sede di riunione, riteniamo utile, ai fini dell’utilizzo dei fondi addizionali, segnalare che questi debbano essere indirizzati anche al superamento di alcune criticità persistenti nel dibattito pubblico nazionale in materia di immigrazione e che, come è stato rappresentato dalla vostra presentazione, non vengono individuate nei dati reali. A tale scopo proponiamo che siano prese in considerazione le seguenti azioni volte a rafforzare sia i PO sia il sistema nazionale dell’accoglienza dei migranti A livello nazionale: – Organizzazione di almeno una iniziativa all’anno di informazione e sensibilizzazione con la partecipazione di attori europei – Costituzione di una rete pubblico/privato e non profit per lo scambio di esperienze e apprendimento reciproco in linea con i PO Inclusione e Legalità, che sia altro dal Comitato di Sorveglianza A livello regionale – Maggiore coinvolgimento delle PMI dei diversi settori (agricolo e manufatturiero principalmente) nell’inserimento lavorativo dei migranti – Sviluppo di reti locali (inclusi i sindacati e le organizzazioni datoriali) per il rafforzamento dei processi di integrazione dei migranti volto al superamento di qualsiasi forma di sfruttamento Affinché il processo di integrazione dei migranti risulti efficace, riteniamo necessario che negli avvisi pubblici siano previste azioni volte alla messa in rete delle esperienze locali e di comunicazione pubblica. Per quanto riguarda la presentazione invece riteniamo che:

– nella slide n.9 si riporta come nel 2016 siano sbarcate 181.436 persone di cui 176.000 accolte il che corrisponderebbe al 97%; mentre il dato percentuale riportato nella stessa slide fa riferimento ad un 77% ospitato in strutture provvisorie. Cosa si intende per strutture provvisorie? Sono diverse dalle strutture di accoglienza di cui allo SPRAR, CAS, ect. È possibile che Il 77% possa essere un refuso di digitazione? Se così non fosse nel 2016 di circa il 23%, pari a 40.480 migranti, non sapremmo dove siano. – accogliamo favorevolmente le proposte contenute nella slide n.16, in particolare ai punti 2 e 3. I beni pubblici o confiscati solitamente vertono in condizioni non abitabili. Ben vengano stanziamenti in conto capitale per i Comuni in conformità con le modalità operative di questi enti divenute molto complesse. – nella slide n.17 Azione 2, riteniamo necessario ampliare le aree regionali, includendo anche le Regioni sviluppate perché il fenomeno del caporalato è presente anche nelle Regioni del Centro/Nord nonostante abbiano strumenti maggiori rispetto alle Regioni del Sud. Per quanto riguarda le attività formative, riteniamo importante avviare dei percorsi all’uso delle piattaforme informatiche da parte degli operatori (pubblici e privati), sulla legislazione nazionale ed internazionale e sullo scambio di esperienze anche transnazionali. In Italia esistono azioni consolidate che necessiterebbero di una maggiore diffusione e applicazione in contesti privi di esperienze che potrebbero ovviare e ridurre il fenomeno dell’antintegrazione. Confermiamo quanto avanzato in sede di riunione in rifermento sulla necessità dell’innalzamento della maggiore età dei minori stranieri non accompagnati ospiti nelle case famiglia, così cosiddetto “prosieguo amministrativo”. Infine, ci auguriamo che con questi fondi aggiuntivi e con un monitoraggio più attento si riducano progressivamente i ghetti in cui centinaia di migranti vivono.

Nicoletta Teodosi

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